L’Europa sta diventando sempre più insicura – e la Svizzera, in qualità di crocevia europeo per energia, comunicazione e finanza, è particolarmente vulnerabile. Ciononostante, iniziative e referendum bloccano l’attuazione di una politica di sicurezza credibile.
Testo: Reto Nause
Quando leggerete queste righe, la Svizzera avrà già votato sull’iniziativa per l’obbligo di servizio civico. Questa iniziativa è stata solo il preludio ad ulteriori votazioni in materia di politica di sicurezza. Da un lato, è positivo che la popolazione partecipi al dibattito e possa decidere. Dall’altro, stiamo procedendo troppo lentamente di fronte ad una situazione di minaccia in Europa che continua ad intensificarsi.
Con provocazioni mirate sul fianco orientale della NATO, la Russia sta verificando se l’alleanza funzioni ancora. In quanto crocevia europeo per elettricità, comunicazione, trasporti, acqua, energia, logistica e finanza, la Svizzera potrebbe finire nel mirino più velocemente di quanto pensiamo.
Una situazione minacciosa – e un Paese esitante
Nessuno aspetterà, finché la Svizzera avrà finalmente riorientato la propria politica di sicurezza. Non scommetterei dunque che anche questa volta il nostro Paese rimarrà risparmiato – contrariamente a quanto presumono certi nostri ambienti politici. Con iniziative e referendum, essi ritardano e mettono a rischio l’attuazione di una politica di sicurezza credibile.
Lasciate che vi illustri quali votazioni popolari ci attendono con grande probabilità – e perché è importante impegnarsi.
Dibattito sugli effettivi dell’esercito
Legge sul servizio civile: Ancora una volta, gli effettivi dell’esercito sono al centro della discussione. La Costituzione non prevede la libertà di scelta tra servizio militare e servizio civile – vige l’obbligo di leva. Tuttavia, sempre più persone passano al servizio civile, al punto da mettere seriamente in pericolo il numero minimo degli effettivi delle truppe.
La revisione della legge, approvata dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati, mira a ridurre gli incentivi per passare al servizio civile. Il referendum è già stato annunciato; una votazione è attesa a partire dall’autunno 2026.
Pericolo per l’industria degli armamenti
Legge sul materiale bellico: I principali acquirenti di materiale bellico svizzero sono Paesi europei. Tuttavia, essi hanno annunciato che smetteranno di acquistare dalla Svizzera. Il motivo è il seguente: in caso di alleanza o situazione di conflitto, non potrebbero né scambiarsi materiale bellico svizzero né ottenere pezzi di ricambio o servizi di manutenzione.
La causa di questo sviluppo è un inasprimento poco ponderato della legge sul materiale bellico risalente al 2021. Ciò minaccia non solo il collasso dell’industria nazionale degli armamenti, ma compromette anche la capacità operativa dell’esercito in caso di necessità. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati vogliono correggere questa situazione. Ma anche in questo caso è stato annunciato un referendum – con una votazione attesa a partire dall’inverno 2026.
Altre decisioni sulla politica di sicurezza in arrivo
Questo riguarda solo l’orizzonte più prossimo. Altre votazioni seguiranno. Attendiamo da tempo dal Consiglio federale la sua proposta per l’obbligo di prestare servizio di sicurezza, ossia il poter assicurare a lungo termine l’effettivo dell’esercito.
Potete stare certi che anche in questo caso i partiti di sinistra e i sostenitori dell’abolizione dell’esercito lanceranno un referendum.Secondo delle dichiarazioni pubbliche dei servizi segreti europei, la Russia sarà pronta, dal 2028 e al più tardi dal 2029, a condurre parallelamente all’Ucraina una guerra convenzionale su larga scala.
Spero che non saremo mai costretti a dire: «Se solo avessimo preso più seriamente le minacce».
Il Consigliere nazionale Reto Nause ha conseguito un Master in storia all’Università di Zurigo. Fino al 2008 è stato segretario generale del PPD Svizzera. Nel 2009 ha assunto la direzione del Dicastero sicurezza, ambiente ed energia della città di Berna e ha lasciato la carica alla fine del 2024 dopo 16 anni, a causa del raggiunto limite di mandato.
Nel 2023 è stato eletto in Consiglio nazionale. È membro della Commissione della politica di sicurezza e della Commissione delle finanze. Da maggio 2025 è presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.